On Air
JeyVi Show
Home
copertina-coez

TU LO CONOSCI COEZ? – MATTIA MARZI

1 febbraio 2018 Magazine


Questa biografia di Coez parte dalla fine, quando Silvano si siede al tavolo dei grandi. Il doppio sold out al PalaLottomatica di Roma è la certificazione di uno status tributatogli dalla gente, è la forza dell’indie diventato mainstream, è il sapore della rivincita. E’ il 2017: via con i flashback di un percorso durato già una quindicina d’anni.

Coez è il nome d’arte scelto tanti anni fa per sé dall’oggi trentaquattrenne Silvano Albanese: occorreva una firma per quei graffiti disegnati di notte sui vagoni della metro di Roma, ed ecco lo pseudonimo di pura fantasia (ipse dixit) che lo avrebbe accompagnato anche dopo il passaggio dalle bombolette spray alle rime. Graffiti e hip hop, “il rap crudo e spigoloso dell’underground” capitolino, sono il retroterra artistico di Coez, nonché la prima e lunga parte della sua carriera musicale. E’ uno dei figli illustri di una scena vivace e prolifica che, ispirata da oltre oceano, negli anni ’90 aveva sposato l’attitudine dei grandi usciti da Compton e dalla costa est americana per mettere in rap il disagio, la voglia di emergere dalle difficoltà, la lotta come modo di vivere e di esprimersi della periferia laziale. Cor Veleno, Colle Der Fomento, i circoli sociali e le discoteche di Roma: sono il punto di partenza del Circolo Vizioso, il trio dove l’altrimenti silenzioso Silvano trova nel rap una voce autentica che nella vita privata tendeva a silenziare per riservatezza.

Mattia Marzi, che firma per Arcana il secondo volume della collana dedicata ai “Cantautori del Duemila”, tratteggia bene il contesto sociale e musicale e, narrando in terza persona, lo mescola a dovere con i sentimenti di Coez – sì personali, ma indissolubili dall’umore di quella scena fatta di artisti che si manifestano attraverso l’antagonismo, che vedono e affrontano avversari sempre e dovunque, il cui filo rosso è fatto di storie andate male. Quelli di Coez sono anche demoni interni, ed il peggiore di tutti brilla per assenza: è il padre che non ha mai avuto, protagonista nelle sue canzoni, all’origine tanto di cose grandi come l’amore sfrenato per la mamma quanto di episodi di ordinaria amministrazione rap come il dissing contro Mondo Marcio.

Silvano, da rapper, era diventato “l’uomo dei ritornelli”: dal Circolo Vizioso ai Brokenspeakers e poi da solo quella era la sua forza. Forse perché la sua formazione musicale era stata come un ponte che unisce una sponda popolata dai pezzi di Vasco e De Andrè (i dischi fatti ascoltare da ragazzino da mamma) alla riva lontanissima dove rappava Tupac (l’idolo, il poster appeso in cameretta, l’affinità spirituale e la similitudine della vicenda di ragazzo cresciuto da un genitore solo). “Tu lo conosci Coez?” si sforza di mettere a fuoco quel ponte con gradualità, spiegando l’evoluzione artistica dall’hip hop intransigente a un ambito indie più ampio basandosi molto sui testi, riportati e commentati in abbondanza e senza soluzione di continuità in ogni capitolo: la vicenda artistica affiora grazie all’analisi della loro struttura, dei temi toccati, dell’attinenza con le scene di riferimento e delle vicende interiori di un autore che ha scelto di mettere tutta la sua vita nei suoi pezzi.

Graffiti, Brokenspeakers, gli inizi da solista; il passaggio in Carosello Records, la produzione di Sinigallia, il canto libero in antitesi al rap; il 2013 di“Non erano fiori”, il 2015 di “Niente che non va”. il 2017 di “Faccio un casino”. Sono anni trascorsi rapidamente per chi, in diretta social, ha finito con lo sfidare (suo malgrado e con una invidiabile serenità) la fin troppo prevedibile ira dei puristi che lo aspettavano al varco per inveire contro quel venduto che li aveva abbandonati. E mentre quell’ira, puntuale, si manifestava, come sempre nelle migliori storie pop e rock di ogni tempo il consenso ed il pubblico crescevano. “La crew è il nido da cui si spicca il volo”, e Coez aleggia indie-style sopra il tavolo dei grandi.


Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *