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depeche mode shot for press release

Da riscoprire: la storia di “Violator” dei Depeche Mode

28 luglio 2016 Magazine


“If you wanna use guitars, use guitars”. Se vuoi usare le chitarre, usale: il titolo del documentario allegato alla ristampa del 2006 di “Violator” sembra una battuta, e lo è. Ma cela un fondo di verità che racconta bene il periodo che ha portato i Depeche Mode a produrre il loro capolavoro.

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Nel 1989 i Depeche Mode arrivavano da una fase di grande successo, ma anche complicata.
Il tour precedente si era concluso con il concerto del 18 giugno del 1988 al Rose Bowl di Pasadena: 60.000 persone, il punto più alto della carriera della band, il primo grande successo americano e un risultato enorme, riempire uno degli stadi più famosi del mondo, per quella che non era  una rock band tradizionale.
Ma il punto era proprio quello: il concerto, documentato dall’album dal vivo e dal film “101” generò un po’ di polemica: “Sono assurdi”, scrisse il critico del New York Times, che accusava la band di usare sul palco suoni pre-registrati. “Hanno avuto la faccia tosta di pubblicare un album doppio, ‘101’, che “promette di essere di grande valore per chi colleziona urla del pubblico e chiacchiere tra una canzone e l’altra”.
La band aveva un problema di credibilità fuori dalla cerchia dei propri fan, in un periodo in cui i suoni sintetici stavano da una parte e le chitarre dall’altra, con l’elettronica vista sempre con un po’ di sospetto.

 

fonte rockol.it

 

 


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